Gruppo Pesquera. I vini di Alejandro Fernández


Alejandro Fernandez“Cuatros bodegas. Magníficos vinos”: quattro sono le aziende di Alejandro Fernández, dedicate a ciascuna delle sue figlie

Chi è Alejandro Fernández? E’ stato definito “il re del Tempranillo”, colui che ha rivoluzionato la storia del vino spagnolo, dando una nuova immagine - e una diversa bevibilità - ai prodotti della sua terra.


Entrato nel mondo enologico negli anni ’60 per vendere macchine agricole, Alejandro Fernandez ha dovuto presenziare a oltre 400 rogiti per poter creare la sua azienda nella splendida Ribera del Duero, cuore della Spagna, e accorpare i terreni adibiti a vigneto. Le vigne sono ubicate soprattutto in altura, sulle laderas, ad altezze che superano talvolta i 1000 metri, dove forti sono le escursioni termiche.
Vitigno principe è il Tempranillo, di cui le quattro bodegas offrono diverse interessanti interpretazioni. Recente novità è la vinificazione dell’Airén, uva a bacca bianca assai diffusa, generalmente assemblata ad altre varietà.
I suoi sono vini genuini, naturali, risultato di una cura meticolosa che parte dalla vigna, con rese bassissime, a differenza di molti altri produttori spagnoli. Lieviti indigeni, fermentazioni spontanee e poche filtrazioni caratterizzano la lavorazione. La tradizione e l’elaborazione delle uve secondo sistemi uguali da 500 anni sono certo affiancate dall’uso delle nuove tecnologie; a questo si aggiunge l'impronta di Alejandro Fernández, il suo cuore, la sua passione. 
I quattro decenni di esperienza maturata sono stati coronati da una fama mondiale, ben meritata, dei suoi prodotti, sempre di qualità eccelsa, e da numerosi riconoscimenti, come la premiazione del Condado de Haza Crianza 2006 come miglior vino rosso del mondo, e del Tinto Pesquera 2007 come miglior vino da monovitigno europeo.
E’ in apertura un grande hotel nell’azienda, che si occuperà non solo di ospitalità, ma soprattutto di promuovere la cultura del vino nella regione.


El VínculoFernandez, Hosam, Nicola


Prima annata prodotta nel 1999. E’ la patria di Don Chisciotte, La Mancha, terra dei mulini a vento e regno incontrastato della vite. Qui si estende il vigneto più grande del mondo, ben 200 chilometri di filari ordinati. Alle estati torride, quando le uve rimangono a maturare per molte ore esposte al sole infuocato e si rende necessaria l’irrigazione goccia a goccia, seguono inverni dal clima molto rigido.

- La Mancha DO Alejairén, Crianza, Blanco in Barrica 2008, 13,5% vol.
Da uve Airén in purezza, prodotte con rese bassissime, massimo 3 kg per pianta (altrove si raggiungono i 40 kg per ceppo).
Dal colore luminosissimo, colpisce il suo carattere floreale, agrumato, in cui spiccano le note di vaniglia, soave ricordo dei 18 mesi trascorsi in rovere francese, unite a sentori tostati, di croccante, frutta secca caramellata, un tocco di cipria. In bocca presenta una bella acidità, con una lieve ruvidità dovuta alla permanenza in legno.

- El Vínculo La Mancha DO, Crianza 2006, 14% vol.
Tempranillo 100%. Dopo 16 mesi in barriques e 6 in bottiglia, si presenta con un colore molto giovanile, vivace, di un bel rosso rubino. Al naso esordisce con frutti di bosco, foglia di fico, di alloro, tarassaco, cicoria. Ricorda le foglie del sedano e del finocchio. Si aggiungono poi note salmastre, di inchiostro, di castagna. Nonostante il carattere olfattivo propenda per un quadro vegetale, in bocca i tannini sono già morbidi, vellutati.
La permanenza nel calice libera anche sentori di anguria e di croccante.

- El Vínculo La Mancha DO, Paraje La Golosa, Gran Reserva, 2003, 14% vol.
Il Tempranillo in purezza, dopo essere stato vinificato, sosta 24 mesi in barriques di rovere francese a cui segue un affinamento di 36 mesi in bottiglia.
Il colore è vivace, luminoso. Al naso si sprigionano sentori di frutta sciroppata, di sedano. Col trascorrere del tempo si distinguono effluvi balsamici, note di fragoline di bosco, burro caramellato, anice, incenso, e un ricordo polveroso. I tannini sono più ricchi, più fini. Si aggiungono note animali, di pellame.


CantinaDehesa La Granja


Sono diverse le viti a piede franco, sopravvissute all’invasione della fillossera, ancora coltivate in questa bodega, che si caratterizza per le sue cantine, un labirinto di interminabili gallerie scavate nel sottosuolo, dove il vino matura sostando per anni in una silenziosa penombra.

- Dehesa La Granja, Vino de la Tierra, Castilla y Leon 2004, 14% vol.
Tempranillo 100%. Questa volta è il rovere americano a fornire il legno per le barriques dove il vino rimane per 24 mesi; seguono 12 mesi in bottiglia.
Il primo contatto al naso è sulfureo. Compaiono poi note floreali, con cenni di liquirizia, pera, legno di rosa, zenzero. I tannini sono ancora un po’ rustici, segno inequivocabile di giovinezza. Occorrerà una maggiore evoluzione per mitigarli.

- Dehesa La Granja Selecciòn, Vino de la Tierra, Castilla y Leon 2002, 14% vol.
Tempranillo 100%. 30 mesi in barrique di rovere francese, seguiti da 2 anni in bottiglia, rendono il vino pietroso, minerale, ferroso, con una nota balsamica, di liquirizia.
In bocca è ben equilibrato, privo di spigoli, sempre tannico. Si prospetta una grande longevità per questo vino austero.


Alejandro PesqueraCondado de Haza


Le prime vigne sono state piantate nel 1989. Questa bodega rappresenta il sogno di Alejandro Fernandez, che l'ha realizzata come fosse uno chateau di Bordeaux. E’ gestito dalla figlia Olga, presente in sala durante la degustazione.
Oggi sono 200 gli ettari vitati a Tempranillo.

- Ribera del Duero DO, Condado de Haza, Crianza 2007, 14% vol.

16-18 mesi in barriques di rovere americano e 6 mesi di affinamento in bottiglia sono le prime tappe di vita di questo splendido vino, ancora giovane, dal lungo potenziale.
Quasi violaceo, al naso si apre con un ventaglio fruttato, con sentori di fragoline di bosco, talco, canfora, note minerali e gessose, mirto, ginepro, erbe aromatiche. Si aggiunge un tocco floreale. I tannini sono netti, dettati da un vino ancora giovane, dal finale non completo.

- Ribera del Duero DO, Condado de Haza, Alenza Gran Reserva 2001, 14% vol.
Il periodo di sosta in barriques di rovere americana sale a 22-24 mesi, mentre l’affinamento in bottiglia rimane di 6 mesi. Questo vino, che nel nome Alenza ricorda il sodalizio matrimoniale di Alejandro ed Esperanza, sposi da 50 anni, ha la prerogativa di essere prodotto da uve non diraspate, secondo una tecnica plurisecolare, originaria del Rodano.
Il colore colpisce per la sua giovinezza, pur avendo già 10 anni di vita. Al naso è minerale, fruttato, floreale, un bouquet davvero ampio. Come il loro matrimonio, questo vino racchiude tutto. E’ fresco, balsamico, una continua scoperta. Al palato ha un’intensità garbata, in cui è presente il legno. E’ l’emblema dell’eleganza, un vino poliedrico, che lascia un ricordo indelebile.


Tinto Pesquera


L’azienda più famosa del gruppo, che ha reso celebre il nome Pesquera a livello mondiale, è nata nel 1972 e si estende per oltre 200 ettari.

- Ribera del Duero DO, Tinto Pesquera Crianza 2008, 13,5% vol.
Il tocco floreale e quello minerale, che caratterizza tutti i vini di Alejandro Fernandez, sono presenti ancora una volta.
E’ un vino un po' chiuso, che ancora fatica ad esprimersi, data la giovanissima età. Bella la sua freschezza, il gusto croccante, ma è certo troppo presto per giudicarlo. E' consigliabile lasciare le bottiglie ancora coricate in cantina per qualche anno.

- Ribera del Duero DO, Tinto Pesquera Reserva Especial 2003, 14% vol.
36 mesi in barriques di rovere americano e 24 mesi in bottiglia segnano il carattere di questo splendido vino, sempre prodotto da uve Tempranillo in purezza.
Al naso è polveroso, minerale, più evoluto degli altri. In bocca colpisce per la suadenza, una avvolgenza calda, rotonda, materna che accompagna la degustazione.
E' un caleidoscopio di sensazioni, che spaziano dallo speziato, al balsamico, all'etereo, con un lunghissimo finale, che lascia appagati e soddisfatti.