Dall’altra parte del mondo: la Nuova Zelanda


Nuova Zelanda Dal Nuovo Mondo i vini della Nuova Zelanda, vini diversi dai nostri, con storie più recenti, a volte definiti senz’anima

Nel 1632 Abel Tasman, un olandese, fu il primo europeo ad arrivare sulle coste della Nuova Zelanda, abitata fin dal 1000 dai Maori. Aotearoa era il nome della Nuova Zelanda in lingua Maori.


Due secoli più tardi, nel 1819, il reverendo Samuel Marsden impiantò la vite nel nord della nazione e nel 1833 James Busby produsse il primo vino a Waitangi. Al 1851 si data la nascita, a Hawke Bay, della prima zona vitivinicola, e fu l’italiano Romeo Bragato, nel 1895, ad introdurre il concetto di zonazione, ma poco dopo arrivò la fillossera, che distrusse gran parte dei vigneti. La lunga fase del Proibizionismo non aiutò certo la ripresa della viticoltura, e bisogna arrivare al 1970 per veder nascere il primo Sauvignon Blanc ad Auckland. Nel 1980, con la liberalizzazione del mercato, un grande impulso e un forte entusiasmo si manifestano nel settore vitivinicolo. Nel giro di pochi anni le aziende sono cresciute in maniera esponenziale, aumentando gli ettari vitati: in dieci anni la produzione si è moltiplicata del 400%. Ora è il mercato asiatico a richiedere una grandissima quantità di vini neozelandesi.

Guido InvernizziLa Nuova Zelanda comprende l’Isola del Nord e l’Isola del Sud, separate dallo stretto di Cook, con clima temperato marittimo, quasi subtropicale a nord, più fresco e perturbato a sud. Il grande potere di irradiazione solare facilita la maturazione della vite.
Nell’Isola del Nord si distinguono le seguenti zone vitivinicole: Northland (fertile con argilla compatta), Auckland ( dal terreno argilloso e basaltico), Bay of Plenty, Gisborne (con limo argilloso e sabbioso), Hawke Bay (terreno vulcanico con argilla, ghiaia e terre rosse), Wairarapa (sassoso, con terrazze alluvionali e calcare).
Nell’Isola del Sud è certamente celebre il territorio di Marlborough, da morene glaciali, così come Nelson (sassoso argilloso, qui ci sono le vigne più occidentali, protette dalle montagne), Canterbury (terriccio alluvionale e gesso), Waipara, Otago (terreno sabbioso con ottimo drenaggio e grandi escursioni termiche, adatto al Sauvignon Blanc e Pinot Nero).

Tra i vitigni a bacca bianca, il Sauvignon Blanc occupa il 50% della produzione vitivinicola. E’ un vitigno diverso da quello francese, originario del bordolese, ora adattato benissimo nella Valle della Loira. Presenta un grappolo medio, compatto, con buccia spessa e una buona vigoria. Le metossipirazine sono favorite dal clima freddo e dalle grandi escursioni termiche, sprigionando profumi di peperone verde. I monoterpeni liberi, cioè non attaccati allo zucchero, danno sentori di rosa e limone. I norisoprenoidi regalano sentori floreali e fruttati. Qui non presenta le classiche note di bosso (o Cat Box, pipì di gatto), di polvere da sparo e di fiammifero, dal momento che il terreno è molto diverso da quello della Valle della Loira. In Nuova Zelanda viene quasi sempre vinificato in acciaio e imbottigliato con tappo a vite.
Segue lo Chardonnay, qui coltivato all’estremo sud, mentre in Francia avviene il contrario, essendo presente all’estremo nord, anche sopra la Champagne. In questi ultimi anni sta prendendo piede la coltivazione del Gewurztraminer nell’Isola del Sud.

Nuova ZelandaRe dei vini rossi è il Pinot Nero. E’ un vitigno dal grappolo piccolo e compatto con buccia sottile e pruinosa, sensibile a molte malattie, soggetto a mutazioni. Pretende un terreno calcareo. Dal 1985 si coltiva in grandi quantità soprattutto a: Wairarapa (qui regala sentori di prugne e cioccolato), Marlborough e Nelson (sentori di ciliegia e vini complessi), Waipara (pepe e spezie), Otago (erbaceo e sentori di frutta a bacca nera). In Nuova Zelanda da questo vitigno di ricava un vino più ricco di colore rispetto al classico Pinot Nero, connotato da una buona acidità.
Il Syrah, vitigno autoctono della Valle del Rodano, dal grappolo lungo e con buccia pruinosa, è molto presente a Nelson, nell’Isola del Sud, zona particolarmente piovosa, ma si adatta bene sia al caldo che al freddo temperato. Dà un vino ricco di antociani, buon tannino, acidità moderata. Poche pirazine, ricco di sentori di spezie dati dalla quercetrina e dalla miricetina. Valorizzato dallo stress idrico, simile al Teroldego e al Lagrein.


I sei vini in degustazione:


Bendigo Central Otago Methode Traditionnelle – Quartz Reef


www.quartzreef.co.nz
Prodotto al 47° parallelo sud da un enologo austriaco, è un vino spumantizzato a base Pinot Nero (61%) e Chardonnay (39%). In cantina tecnologie modernissime stanno facendo bruciare le tappe a livello qualitativo. Colore tendente al rosa, ottimo perlage, buona presa di spuma. Sentori di lieviti molto eleganti, crosta di pane, ribes, pesca e uva spina. In bocca è molto fresco, induce una bella salivazione, vino elegante e persistente, equilibrato, finale con nota agrumata.


Marlborough Sauvignon Blanc The Brothers 2008 – Giesen


www.giesen.co.nz
Colore scarico, poco materiale colorante, consistente, nettissimo il sentore, al naso, di pompelmo. Note fruttate e agrumate, melone e peperone verde. Vino secco ma con un finale dolciastro. In bocca, grande freschezza e sapidità, armonico e persistente. Prezzo consigliato 13 €.


SalaReserve Chardonnay 2008 – Clearview


www.clearviewestate.co.nz
Prodotto nell’Isola del Nord, in terreni argillosi, con esposizione delle vigne a est. Colore giallo paglierino intenso, al naso profumi di burro e banana, vaniglia e spezie, tabacco e caffè. Cinque tipi di botti diverse e cinque passaggi successivi consentono di raggiungere la perfetta maturazione. In bocca è molto elegante, minerale e sapido, con note tostate. Scatola di sigari è la definizione americana di questi vini. Prezzo consigliato 24 €.


Ormond Gewurztraminer 2006 – Vinoptima


www.vinoptima.co.nz
Dell’Isola del Nord, nella zona di Gisborne, sita a est, in una zona calda, che favorisce l’estrazione dei profumi. Abbondanti i terpeni, come in tutti i vitigni aromatici. L’esame visivo è perfetto, giallo paglierino, al naso è elegante, si avvicina a un vino alsaziano. Sentori di fiori e zenzero, in bocca rispecchia il naso, con un lungo finale di pepe e spezie. Prezzo consigliato 60 €.


Central Otago Hakataramea Pinot Noir 2009 – Pasquale Viticulture


www.pasquale.co.nz
Colore scarico e struttura importante. Al naso fruttato, speziato e minerale. Un Pinot Nero maschile, secondo i neozelandesi, in bocca ci avviciniamo ai Pinot Neri altoatesini o dell’Oregon, non ai Pinot Neri francesi. Minerale e speziato sia al naso che in bocca. Prezzo consigliato 48 €.


Nelson Syrah 2008 – Te Mania


www.temaniawines.co.nz
Vino con un bel colore rosso rubino, al naso note di frutta rossa, affumicato e speziato. In bocca è morbido e rotondo, molto lungo. Prezzo consigliato 20 €.

I vini neozelandesi sono un’esperienza di pura sorpresa. Gli opuscoli esplicativi e l’elenco dei vini in degustazione, con evidenziati i link web dei produttori e degli importatori, costituiscono materiale didattico molto valido, per poter continuare da casa la scoperta di questa nazione. Per ulteriori informazioni sui vini della Nuova Zelanda, si può consultare il sito: www.nzwine.com.