L’Europa nel bicchiere: il Portogallo


r121_portogalloLa serata offerta dalla Delegazione di Milano, sotto la guida di Nicola Bonera, è stata dedicata a varie tipologie e annate di Porto che ha dimostrato tutta la sua versatilità e il suo carattere.

Il Portogallo enologico è una realtà interessante con più di 600 varietà di vitigni, soprattutto rossi, sparsi su una superficie vitata esigua rispetto al territorio.


I primi cenni storici su questo vino risalgono al seicento mentre la notizia più importante e utile è datata 1756, quando il Marchese di Pombal delinea il territorio e le migliori tenute. Nel 1926 nasce il vincolo di effettuare le lavorazioni del Porto a Vila Nova de Gaia, vincolo che resta in vigore fino al 1986 quando diventa possibile farle anche nel luogo di produzione: la Valle del Douro.


Il nome della valle deriva dal fiume che attraversa prima la Spagna poi il Portogallo, sfociando nell’Oceano Atlantico. Sono tre le zone principali di produzione: Baixo Corgo, Cima Corgo (sub regione nella quale si producono i migliori Porto) e Douro Superior. La zona del Douro Superior, impervia, collinare, costituita da terreno scistoso, ricco di ardesia e con temperature estive che raggiungono i 38 °C, è stata modellata dall’uomo in due tempi: prima nel XVII secolo, quando furono recuperati grandi terrazzamenti delimitati da muri e irrobustiti da ulivi, aranci, querce e castagni, per evitare il deflusso dell’acqua e delle zolle e poi negli anni '70 del secolo scorso quando sono state ampliate le terrazze con più moderni bulldozer e rimpiazzati i muri con banchi di scisto. Oggi questi appezzamenti sono diventati patrimonio dell’Unesco.


Le migliori uve rosse per la produzione del Porto sono: tinta amarela, tinta barroca, tinta roriz,r121_bonera touriga francesa, touriga nacional e tinto cão. Ogni vigneto è valutato in base ad altitudine e produttività (meglio se limitata), natura del territorio e località; in percentuale minore contano il sistema di allevamento, la qualità delle uve, la pendenza del terreno e l’età delle viti. La classificazione varia da A (migliore) a F, con conseguente variazione dei prezzi delle uve sul mercato.


I più famosi produttori risiedono nelle quintas, aziende vinicole, simili, come concetto, agli Chateau francesi; sono costituite da case bianche circondante dalle vigne e somiglianti a piccole oasi nel deserto. Esiste una forte parcellizzazione dei territori vitati: circa 135.000 aziende che gestiscono appezzamenti che variano da mezzo ettaro (la maggior parte) a 30 ettari (poche decine).

La produzione di Porto prevede brevi macerazioni, 2-3 giorni, che seguono la pigiatura in molti casi effettuata ancora con i piedi nelle tipiche vasche di pietra chiamate lagar; in questo modo il mosto acquisisce più sostanze coloranti e struttura. Alla macerazione segue la fermentazione e la fortificazione con aguardiente al 77% di alcol. Infine l’invecchiamento che, tranne per il bianco, può durare da 3 a 7 anni, come per il pregiato Colheita. Inizialmente il Porto veniva alcolizzato a fine fermentazione, producendo così vini secchi, oggi si fortifica durante la fermentazione.


r121_annate_portoIl Porto si suddivide in: white, ruby (ruby, L.B.V., vintage), tawny (aged, colheita). Il Colheita corrisponde ad un “millesimato”.Circa ogni tre anni si ottiene l’annata migliore, che le aziende possono indicare in etichetta con la menzione Vintage.
Nella foto le migliori dall’inizio del 900 a oggi.


Durante la serata sono stati degustati:


Noval extra dry white

colore giallo dorato brillante, di buona consistenza. Profumi che evocano vitigni semi aromatici, toni dolciastri di lievito di birra; con qualche grado in più nel bicchiere si percepiscono profumi agrumati e vegetali. In bocca dimostra pienezza e maturità con una alcolicità che irrompe con forza, dando una notevole sensazione pseudocalorica. Si consiglia in abbinamento al classico risotto giallo con ossobuco.


Cedro do Noval Durlense 2008

rosso rubino intenso, consistente; al naso si presenta intenso con profumi di frutta rossa macerata e salmastri; l’affumicato del legno si manifesta come polvere di caffè. Poi ancora speziatura pungente (pepe) e note vegetali. In bocca conferma i profumi, aggiungendo una nota minerale; caldo e abbastanza morbido, è dotato di buona sapidità. Lunga permanenza in bocca con finale amaricante. Da lasciar riposare ancora qualche anno.


Silva 2007 vintage

rosso rubino con sfumature violacee, buona la consistenza. Complesso al naso con profumi di frutti di bosco sotto spirito, speziatura e note vegetali; persistente in bocca, l’impatto iniziale evidenzia le morbidezze seguite poi dalla tannicità e della sapidità, indici di un vino ancora giovane con buone potenzialità per il futuro. Abbinamento consigliato: maialino con prugne secche e cannella o cacciagione cucinata con frutti di bosco.


Moscatel de Setubal 2005

di colore ramato ha un naso complesso di frutta disidratata e dolce, canfora, talco, rosmarino,r121_bottiglie terra secca e fumosa, tè nero, balsamico (eucalipto), agrumi, miele e uvetta. Buone la freschezza gustativa e la sapidità; in bocca presenta aromi di scorza d’arancia, miele e menta. Abbinamento con dessert come le creme bruciate, le sfoglie caramellate o la tarte tatin con gelato al rosmarino.


Noval Tawny Port 10 anni

profumo che ricorda il cioccolatino Mon Chéri: frutta sotto spirito, frutta secca. In bocca è caldo, sapido con una nota di nocino e un retrogusto di spirito e spezie.


Colheita 1976

rosso mattone, complesso con profumi di pennarello, caramella mou, frutta secca, cereali. In bocca avvolge e permane a lungo. Si abbina con dessert al cioccolato come bavarese cioccolato e lamponi o torta Sacher.