Laurent-Perrier, due secoli di eleganza


r124_laurent_perrierIn delegazione già si respira l’aria del Natale. La nostra ultima serata prima delle festività è decorata da qualche fiocco di neve che scende, morbido, dietro i vetri del Palace; quale miglior argomento dello champagne per introdurre i brindisi natalizi?

L’azienda Laurent-Perrier ci viene presentata, con grandissimo charme francese, da madame Nicole Snozzi che rispecchia, in qualità di ambasciatrice, tutta l’eleganza dei prodotti della Maison.

Come ogni racconto che si rispetti inizia con “c’era una volta…”, così per questo occorre risalire al lontano 1812, e ad un piccolo appezzamento di terra a Tours-sur-Marne, dipartimento della Marna nella Champagne-Ardenne; capostipite della storia è monsieur Alphonse Pierlot, che negli anni si circondò di ottime persone in grado di dare valore e vita a quel territorio, producendo vino di qualità.


La vera svolta avvenne tuttavia nel 1881 quando Eugene Laurent, cantiniere di Pierlot, e sua moglie Mathilde Emilie Perrier presero la guida dell’azienda; da qui la storia, tra alti e bassi, arriva fino a Mary-Louise Lanson de Nonancourt e poi a suo figlio Bernard, vera anima degli champagne che beviamo oggi.


Madame Snozzi spiega, con dovizia di particolari, tutto il territorio dello champagne, la suar124_nicole conformazione, le sue zone, e si sofferma sulle caratteristiche dei tre vitigni principi: il pinot noir che dà struttura, il pinot meunier cui si devono i sentori fruttati e lo chardonnay che conferisce eleganza e finezza. La maison Laurent-Perrier ha uno stile proprio e speciale che si deve, senz’altro, alla personalità di Bernard, uomo semplice, umile, che si è lasciato guidare dalla sua passione per il vino. Quando ha scelto lo stile dei suoi vini, Bernard ha seguito la natura che, per terroir e caratteristiche pedoclimatiche, non ci dà zucchero o vini troppo pesanti ma freschezza, acidità e leggerezza. Laurent-Perrier conta oggi 150 ettari di vigneti; l’animo indipendente di Bernard, la sua passione per il territorio della Champagne e per le persone che lavorano le vigne, ha dato grande qualità ai prodotti. Fondamentale è stata ed è la ricerca della perfezione in tutte le fasi di produzione, sull’onda del binomio, caro a Bernard, “qualità delle persone e qualità dei vini”.Per la produzione, se negli anni ‘50 e ‘60 del 1900 si usava molto legno, in seguito si è passati all’acciaio, garanzia di maggior costanza, controllo della temperatura e minor rischio di ossidazione; abbiamo in azienda 330 cuvée. Hanno accompagnato Bernard de Nonancourt nella sua evoluzione tre Chef de Cave; la persona che ancora oggi si occupa di tutto il ciclo produttivo è Michel Fauconnet, ottimo interprete dello spirito di Bernard ed esperto conoscitore del territorio e delle potenzialità dei suoi vitigni.


Nicole ci ha portato diversi prodotti da assaggiare:


Ultra Brut


un brut nature, con uno zucchero residuale inferiore ai 3 gr/lt. Questo champagne è nato da un’idea del 1976, quando nessuno ancora faceva ultra brut; non si doveva sbagliare! Abbiamo un 55% di chardonnay e 45% di pinot noir. Cominciamo qui a capire che cosa significano la purezza, il rigore e la finezza di cui si raccontava. Il vino è pulito e sapido, si abbina magnificamente con un italianissimo parmigiano un po' giovane oppure ostriche o foie gras. Questo vino non si produce tutti gli anni, perché si cerca la maturità giusta soprattutto dello chardonnay, requisito che non si può mai dare per scontato.


r124_bottiglieBrut, sanse année


Questo champagne è il simbolo dell'azienda: fresco, puro, elegante, altro passo essenziale per la conoscenza dello stile della Maison. Prodotto con 50% di chardonnay, 35% di pinot noir e 15% di pinot meunier; al naso emergono sensazioni floreali e fruttate. Le cuvée sono verificate con cura ogni giorno; Nicole ci dice che, per esperienza, questo vino si può bere a qualsiasi ora del giorno e della notte!


Millésimé 2002


Laurent-Perrier non è una Maison di millesimati e tale prodotto è tipico solo delle annate eccezionali. In questo champagne si percepisce la stessa forza sia dello chardonnay che del pinot noir; è stato infatti un anno fantastico per entrambe le uve, evento rarissimo. Al naso il profumo è fine e delicato, ancora fresco nonostante sia un vino di 10 anni. Lo chardonnay dona eleganza e il pinot noir struttura; i due vitigni sono usati in percentuale uguale. Non c'è sorpresa tra naso e bocca, solo grande corrispondenza; è stato sboccato nel 2011.


Grand Siècle


è il turno delle grandi emozioni: una cuvée di prestigio, nata da un’altra idea geniale di Bernard; agli insegnamenti del nonno, per cui la grandezza dello champagne era data principalmente dalla cuvée, Bernard ha aggiunto del suo: ha usato una bottiglia originale, in vetro soffiato dalla tradizione antica, e adottato un nome ricco di significato come “grand siècle”, il secolo XVII, quando in Francia cambia la gastronomia, dall'Italia arrivano le posate, nel quadro di un periodo di prosperità in tutti i campi del sapere. Bernard aveva fatto un elenco di nomi da dare a questo suo vino pregiato e, una volta scelto quello a suo giudizio più appropriato, ne ha chiesto una valutazione ad una rosa di intenditori; tra gli altri, gli ha risposto Charles de Gaulle con un perentorio: “Grand Siècle, bien sur!” Per questo champagne si assembla il meglio del meglio, sempre con una maggioranza di chardonnay. Le uve scelte vengono da 11 villaggi classificati 100% della Montagne de Reims e della Côte des Blancs; si cercano, ogni anno, nelle parcelle di territorio, le uve adatte al Grand Siècle, perché servono almeno tre annate che abbiano eleganza, struttura ed equilibrio. I sentori di questo grande champagne sono di latte e pietra focaia, molto volatili; è un vino setoso, piena espressione dell'eleganza di Bernard de Nonancourt. L’abbinamento migliore è col risotto al tartufo di Gualtiero Marchesi.


Cuvée Rosé Brut


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L’ultimo vino previsto dalla nostra degustazione è la Cuvée Rosé Brut, pinot noir in purezza. Questo champagne nasce grazie all’esperienza di Bernard nella produzione di vini rossi e bianchi, dove impara l'arte della macerazione. L’intento è quello di far risaltare gli aromi naturali del pinot noir: frutta fresca, lamponi, ribes; la selezione dell’uva migliore avviene già nel vigneto; la macerazione a bassa temperatura, da 36 a 72 ore, determina aromi e colore. Abbinamenti: con l'agnello o una pasta con gamberi e un po' di aceto balsamico, dolci con frutta fresca.


Bernard de Nonancourt è scomparso nel 2010, ed oggi portano avanti il suo lavoro le figlie Alexandra e Stephanie, anch’esse ottime interpreti del grande lavoro fatto dal loro papà. Nicole Snozzi ci stupisce con una sorpresa per festeggiare il Natale e i duecento anni della Maison: assaggiamo “Alexandra Rosé”, uno champagne non ancora sul mercato, qui solo per noi! E’ un rosé millésimé, cosa difficile da ottenere con questi risultati, perché il pinot noir perde velocemente la sua freschezza. Questo vino è stato pensato da Bernard in occasione del matrimonio di Alexandra nel 1987; abbiamo un 80% di pinot nero e un 20% di chardonnay, ottimi profumi al naso, bocca pulita e netta.
La serata si conclude su questo grande champagne; ci salutiamo per le feste con in bocca la freschezza e l’eleganza dei vini assaggiati e portando a casa un pezzo della bella storia, di vino e di vita, che ci è stata raccontata.