Non Solo Bianco

 

R139_tappiUn banco di degustazione dedicato ai vini rossi con le più interessanti realtà vinicole del Friuli Venezia Giulia, una regione tradizionalmente vocata ai bianchi. Vini di diversi stili, vitigni, terroir ma accomunati da un’altissima qualità.

Il Friuli Venezia Giulia è sempre stata una terra di confine dal respiro mitteleuropeo, una regione in cui diversi popoli e tradizioni convivono pacificamente in un ambiente multiculturale.

 


Forse è proprio per questo motivo che qui i vitigni francesi, italiani, dell’est e del nord Europa vengono coltivati assieme da secoli. Quest’ultimo lembo di suolo italiano confinante con Slovenia e Austria è noto ai più per la produzione di vini bianchi di qualità: sauvignon, friulano, ribolla gialla, vitovska sono solo alcuni nomi di vitigni a bacca bianca qui coltivati.

Il Friuli Venezia Giulia può invece dire la sua anche nella produzione di grandissimi vini rossi; è appunto con l’intento di svelare agli appassionati le potenzialità del territorio friulano nella produzione di questa tipologia di vino che è nato il banco di degustazione “Non Solo Bianco”.


Il nome di questa piccola regione, Friuli Venezia Giulia, indica tre territori storicamente distinti ed orgogliosi della propria identità; tale diversità si evidenzia anche nelle terre dedicate alla produzione vitivinicola, ognuna con il proprio terroir, i propri vitigni autoctoni e la propria storia.


Lungo il corso del fiume Tagliamento, confinante con il Veneto, si trova il vasto areale denominato Friulir139_bottiglie1 Grave, il nome deriva del tipo di suolo, un’ampia superficie sassosa e ciottolosa simile alle Graves francesi. Qui le forti escursioni termiche tra giorno e notte e le brezze marine provenienti dalla vicina costa garantiscono una perfetta maturazione delle uve. Le Tenute Tomassella possiedono vigneti in questa zona; i vini prodotti con essi, tra cui il rosso Le Bastie, dalle migliori uve merlot, hanno in comune una grande salinità, profumi e sapori che ricordano il salmastro, tipico di questo territorio ciottoloso-costiero.
Proseguendo lungo la costa, tra le provincie di Gorizia e Trieste, vicino al confine sloveno, si raggiunge il Carso

. Al centro di una rinascita che sta portando alla riscoperta di vigneti abbandonati, il Carso è una delle realtà enologiche più interessanti della regione per il terroir unico, dato dalla roccia carsica. Le vigne affondano le proprie radici in uno strato di roccia calcarea che devono erodere alla ricerca delle sostanze nutritive. Questo è il regno del terrano, vitigno autoctono dal carattere rustico; i vini prodotti con esso nel Carso triestino da Kante, Skerk e Zidarich hanno caratteristiche comuni quali profumi dolci al naso di frutti di bosco, ciliegia e note minerali ferrose. Assaggiandoli si percepiscono la grande acidità tipica del vitigno, la sapidità portata dai venti marini e la mineralità della roccia calcarea.


L’azienda Castelvecchio ha invece sede a Sagrado; nel Carso goriziano i suoi vini vengono prodotti con uve autoctone come il refosco o da blend di terrano con uvaggi internazionali, nel Carso Sagrado; esprimono anch’essi la mineralità della roccia calcarea, accompagnata da una maggiore struttura e profumi complessi di cioccolato e caffè.
A pochi chilometri da Sagrado ecco una delle più note realtà produttive del Friuli Venezia Giulia, il Collio goriziano. La zona del Collio è caratterizzata dalla maggiore altitudine dei vigneti friulani che, unita agli sbalzi termici tra notte e giorno ed al terreno marnoso e friabile, la cosiddetta Ponca, facilmente erodibile dagli agenti atmosferici conferisce alle uve ed ai vini caratteristiche di estrema eleganza, struttura e longevità. Nel cuore del Collio, sulle colline di Oslavia, patria di leggendari vini bianchi, ha sede l’azienda famigliare Fiegl che ha portato in degustazione uno straordinario Merlot vendemmia 1998, dal profumo di boero, accanto ad un altrettanto sorprendente Merlot Leopold da viti di oltre quarant’anni. Dalle pendici del Collio che degradano verso il fiume Isonzo, in particolare da Gradisca d’Isonzo, giungono altre importanti realtà, Marco Felluga e Russiz Superiore. La prima, con un meraviglioso Refosco dal Peduncolo Rosso Ronco dei Moreri dotato di grande struttura, la seconda invece con un classico taglio bordolese Collio Rosso Riserva degli Orzoni dal profumo intenso ed avvolgente.
Jermann è una invece una storica azienda friulana, nota per i suoi grandissimi bianchi strutturati che al banco ha offerto in assaggio un particolare Pinot Nero Red Angel, ideale con elaborati piatti di pesce, ed un fruttato e balsamico Pignacolusse da uve pignolo.


r139_bottiglie2Giungiamo infine alle aziende provenienti dai Colli Orientali del Friuli, culla di alcuni dei più interessanti vini friulani. Punto di riferimento dei Colli Orientali è l’Abbazia di Rosazzo, dove i monaci hanno preservato due vitigni autoctoni d’importanza storica per la zona, picolit e pignolo, quest’ultimo un vero e proprio gioiello a bacca rossa. Anche in questa zona domina il terreno detto Ponca a garantire la qualità dei vini. La compagine delle aziende provenienti dai Colli Orientali era la maggiore, a testimoniare il suo primato nella produzione di vini rossi. L’antica Tenuta di Angoris, fondata nel 1648, può vantare uno Schioppettino e un Pignolo che hanno come denominatore comune una straordinaria eleganza che invita continuamente al sorso. Pari eleganza è ritrovabile nei vini di La Tunella, solida realtà di Premariacco nel cuore dei Colli Orientali, i cui Schioppettino e Pignolo subiscono un leggero appassimento che dona loro maggiore morbidezza; l’Arcione, un blend di pignolo e schioppettino, col suo corpo setoso e la lunga persistenza raggiunge un altissimo livello qualitativo.
Lo stile di Aquila del Torre, incentrato sulla dolcezza e su di una tannicità setosa, si esprime nel Refosco dai profumi fruttati e speziati, nel Rosso Solsire, uvaggio di merlot e refosco, e nel Merlot Vocalis 2002, annata orribile che a distanza di undici anni di riposo in bottiglia ci ha donato un vino di gran classe. Vini dal carattere vellutato sono anche quelli di La Roncaia, nata negli anni novanta con lo scopo di puntare sulla qualità; tra i vini in assaggio stupiscono l’impatto olfattivo potente con una forte nota balsamica e di cioccolato del delizioso Cabernet Sauvignon e la lunga scia fruttata del Refosco. I fratelli Sandro e Andrea Iacuzzi, proprietari dell’azienda Jacùss, sono stati gli unici a portare in degustazione un vino prodotto col solo tazzelenghe, vitigno autoctono friulano il cui nome significa “taglia lingua” che ha come caratteristica quella di possedere una fortissima carica tannica che si esprime anche nel vino, accompagnato dallo Schioppettino Fuc e Flamis che all’olfatto profuma di ribes e cassis e al sorso dimostra leggiadria e finezza. Ultimo ma non meno importante è Moschioni, Michele è uno dei migliori interpreti dei vitigni a bacca nera friulani e grande conoscitore del proprio territorio. I suoi vini, come lo Schioppettino e il Pignolo, possiedono grande struttura e complessità nonché un impatto gustativo potente, caratteristiche ritrovabili nei vini di grande stoffa.



Un banco di degustazione di altissima qualità a dimostrare che il Friuli Venezia Giulia non eccelle solamente nella produzione di vini bianchi, ma anche in quella di vini rossi da uve autoctone od internazionali che possono competere tranquillamente coi più noti e blasonati rossi piemontesi e toscani.