Taste Camp


r156 tastevinCinque serate per allenarsi a degustare.

Tra luglio e settembre la terrazza dell'Hotel Westin Palace, con vista sui tetti di Milano, è stata la piacevole cornice dei cinque incontri del ciclo Taste Camp, momenti di allenamento, approfondimento e riflessione sulla degustazione.

 

La stagione 2012/2013 ha visto i nostri soci impegnatissimi nel loro percorso di conoscenza del vino: corsi, master,serate e gite durante le quali molti vini sono stati conosciuti e degustati, sotto la guida di relatori di diversa estrazione ed indubbia preparazione. La naturale conseguenza di questo percorso è stata l'idea di fermarsi a riflettere su cosa sia effettivamente la degustazione e quali siano i diversi modi di accostarla.


In tutte e cinque le serate si è solo degustato, dai sei vini in su, quasi sempre alla cieca, e parlato di tecniche di degustazione. Unico intermezzo un piatto, con cui giocare sugli abbinamenti, a cura dello chef Augusto Tombolato.


Due serate dedicate ai vini spumanti, con Nicola Bonera.
Due serate dedicate ai vini bianchi, con Samuel Cogliati.
Una serata dedicata ai vini rossi, con Sebastiano Baldinu.


Questi bravissimi relatori sono colleghi e riferimenti importanti del percorso formativo di AIS Milano della stagione appena trascorsa come di quella che sta iniziando; insomma dei familiari e apprezzati compagni di viaggio, ciascuno con il suo stile ma tutti e tre di indubbia serietà e preparazione.
Impossibile in poco spazio riassumere tutte le riflessioni innescate da ogni assaggio, anche perché molte sono inevitabilmente parte del percorso individuale di ciascun degustatore partecipante. Ecco comunque alcune parole e temi chiave che sono emersi come filo conduttore delle serate.


CONCENTRAZIONE

La degustazione è comunque un giudizio dato al lavoro di qualcuno, ed esige RISPETTO.


UMILTÀ ed ALLENAMENTO

Anche il degustatore più premiato e famoso non può conoscere tutto e deve costantemente affinare i suoi strumenti e riflettere sui suoi limiti.


CORAGGIO

Formarsi autonomamente un’opinione sulla base di un ragionamento ed esprimerla, pur rischiando di sbagliarsi, ha più senso e valore di una ridicola gara a chi indovina di più.


STILE e SENSO ESTETICO

La degustazione è la comunicazione di un insieme di sensazioni soggettive e presume una appropriata codifica e condivisione del linguaggio. Ciascuno dei nostri relatori aveva ben chiaro il suo approccio alla degustazione, il suo stile elettivo e anche la matrice culturale, diversa dagli altri, a cui si ispira. Si può seguire uno schema analitico descrittivo come quello dell’AIS o affidarsi a uno stile più letterario, che identifica un vino esprimendo emozioni e sensazioni attraverso parole chiave insolite. L’importante è farlo con coerenza e rispettando le premesse per uno spazio ben delineato di condivisione.


In conclusione, le serate sono state un utilissimo allenamento, ben guidato e altrettanto ben pianificato nella scelta dei vini: un degno lancio per un nuovo "anno accademico" che ha già in calendario eventi importanti.