Syrah di Toscana


uva SyrahFrutto, spezia ed eleganza: le meravigliose declinazioni del Syrah di Toscana

I vitigni che “abitano” una zona sono in parte frutto della storia, ma scaturiscono anche dalla vocazione del terroir e dall’ingegno umano.

 

Nel caso della zona di Cortona si dice che l’occupazione napoleonica abbia introdotto i vitigni francesi già circa duecento anni fa, e che la qualità dimostrata dai vini prodotti ne abbia presto giustificata la presenza. Il terroir è per lo più diverso da quello ideale per il rosso principe di Toscana, il sangiovese, ed alcuni vitigni d’oltralpe hanno invece trovato le condizioni ideali di ambientamento.


Detto questo, diverse peripezie, purtroppo non solo vitivinicole, tra metà Ottocento e il secondo dopoguerra, hanno creato un momento di stallo e solo circa venti anni fa il syrah ed i vitigni internazionali sono tornati ad acquisire un alto livello qualitativo nella zona di Cortona. E' un contesto produttivo giovane e pronto a sperimentare, ma anche impegnato e vocato alla produzione di qualità.
Insomma un posto ideale per chi, con buone basi, altre esperienze già vissute e grande passione, decide di diventare produttore di vino, come i titolari delle aziende Dionisio e Leuca.


Stefano Dionisio è tuttora avvocato a Roma, ma ha nel cuore la zona di Cortona, quella della casa delle vacanze di famiglia. Porta nei suoi vini, fin dalla prima annata prodotta (quella del 2003), sia la metodicità e il rigore della sua professione che un vero affetto per la terra che coltiva; ha scelto di produrre solo syrah, fino ad oggi in quattro soli vini, che hanno visto la luce essenzialmente come momenti di un percorso di crescita personale del produttore, alla ricerca dei modi ideali di combinare i suoi vitigni e la terra di elezione.

syrah relatori
Enzo Berlanda, invece, viene da una famiglia di produttori di uva del Trentino. Compiuta la scelta di diventare produttore, ha iniziato, con l’amico Denis Zeni, la ricerca del “suo” posto ideale ed è finito a Cortona. Produce vini da diversi vitigni: cabernet sauvignon, cabernet franc, syrah, merlot e, scelta quasi eretica nella zona, sangiovese in purezza. Tutto con quell’estrema attenzione al dettaglio e alla sperimentazione che lo hanno reso il vicino ideale e presto amico e compagno di strada dell’avvocato romano Stefano.


Le due aziende producono ciascuna circa 30.000 bottiglie, con l’obiettivo di crescere, comunque non oltre le 100.000, continuando sempre "a fare vini buoni". Vendono soprattutto in Italia; condividono la scelta di rese basse, estrema cura per il vigneto, uso molto pensato del legno e pongono grande attenzione al modo in cui scelgono di esprimersi le diverse annate e i terreni.


I vini sono stati la piena espressione di quanto Stefano ed Enzo ci hanno raccontato: colori nitidi e puliti, profumi ben articolati e per niente ruffiani, bocca ben presente nella sostanza, con una discreta spalla acida. Non hanno durante la serata dato segni di cedimento e si sono piacevolmente aperti nel bicchiere, orientando il pensiero verso allettanti abbinamenti. Vini ben pensati e evidentemente seguiti con cura.


Hosam Eldin Abou Eleyoun, il nostro delegato, ci ha guidato nella degustazione di otto vini:


Dionisio – Rosa del Castagno 2012

un rosé goloso e gradevole di cui giustamente sono rimaste al produttore ben poche bottiglie. Syrah 100%, vinificato con una pressatura soffice, seguita da circa due ore di macerazione. Si presenta con un bel colore cipolla, al naso note di fresia, lampone e fragoline, bocca fresca e beverina, anche grazie a una ben percettibile sapidità.


Dionisio – Castagnino 2012

un rosso che non ha conosciuto legno, ma solo acciaio e cemento, con l’idea di far nascere un vino sincero e di buona versatilità a tavola. Syrah 100%, dal colore evidentemente giovane, rubino con riflessi violacei. Al naso una nota floreale di rosa accompagna i sentori di frutti di bosco; notiamo anche una non banale compresenza di sentori di pietra focaia e grafite. Bella coerenza all’assaggio, sapido e persistente.


Dionisio – Castagno 2010

un rosso più articolato del precedente grazie ai due anni in barrique accuratamente gestiti. Syrah 100%, con colore vivo e profondo. Elegante al naso, con le spezie di legno che non coprono le note varietali, frutta ben presente e fresca, tabacco, cannella, menta e cioccolato. Ancora giovane all’assaggio, la bella fisicità promette che varrà la pena di aspettarlo.


vini syrahLeuta – 0,628 Syrah 2010

un rosso che evolve per un anno in barrique, accuratamente scelte nel mix di grana, stagionatura e tostatura. Syrah 100%, ti accoglie con un colore luminoso e sentori di prugna e piccoli frutti neri, spezie ed infine anche incursioni nel terziario. L’ingresso in bocca è potente e al vino non mancano acidità e sapidità. Un vino che comprime molta energia, mantenendo una discreta eleganza complessiva.


Leuta - Tau 2010

un "quasi" taglio bordolese di bel colore: 60% merlot, 30% cabernet franc, 10% syrah, in cui alla nota di frutta rossa e nera (lampone, fragola, prugna dolce) su aggiungono l'impronta erbacea dei vitigni bordolesi e quella delle spezie dolci del legno. Bilanciato nella gioventù e senza asperità all'assaggio.


Leuta - 2,618 Cabernet Franc 2009

100% cabernet franc, un omaggio affettuoso al Trentino. Un vino prodotto con basse rese da cloni francesi; vigoroso al naso e in bocca, che avvolge con note di peperone, liquirizia, violetta su sfondo tostato di caffè e cioccolato al latte. Rispetta la natura non estroversa ma a tratti profonda del vitigno, quando ben curato; meno facile e immediato di alcuni suoi fratelli bordolesi ma capace di intrigare con sorprendente eleganza.


Leuta - Merlot 1,618 2007

un vino polposo nel frutto, con gradevoli sentori di sigaro e cioccolato, energetico e non facile nella struttura, caldo e quasi muscoloso. E' 100% merlot ed ha il nome 1.618, il numero d'oro della Divina Proportione che simboleggia l'obiettivo enologico: cercare di far emergere da tanta energia misura ed eleganza e quindi un perfetto equilibrio. Una sfida, data la taglia tutt'altro che esile e la percettibile fisicità.


Leuta - Solitario di Leuta 2008

"solitario" di nome e di fatto, questo vino proviene da un vigneto del 1973, separato dal resto dell'azienda e anche diverso nelle caratteristiche pedoclimatiche e nel vitigno, 100% sangiovese. Invecchiato per circa due anni in botti da 5000 lt, tradisce all'olfatto e al gusto la forte vicinanza con la zona del Brunello, quella peraltro di origine dei cloni prescelti. Sostenuto dalla mineralità e con un bel frutto che ingentilisce la nota speziata e i  sentori di terra e sigaro.

syrah servizio
Per concludere una riflessione sortami nel rileggere le note di degustazione e ripensare quindi al quadro di insieme dei vini della serata: la prima annata produttiva di una di queste aziende è stata il 2003, solo dieci anni fa; niente nel mondo del vino, dove dieci vendemmie sono un battito d'ali. Questi vini vanno quindi apprezzati e considerati soprattutto come parte di un percorso da "mastro artigiano"; sono già buoni e frutto di molto lavoro, ma alcuni sono anche parte di un percorso fatto avendo in mente riferimenti qualitativi davvero importanti: é presto per capire fin dove arriveranno i produttori, ma certo meritano I nostri complimenti per l’impegno e la passione non comuni. E i vini meritano di essere degustati e tenuti d'occhio.