L'Azienda Velenosi si racconta


Velenosi

Dal cuore delle marche, vini “Velenosi”… ma solo nel nome!

Marika Ciccarelli, Responsabile Commerciale Italia dell’azienda, e Guido Invernizzi, esperto relatore AIS e profondo conoscitore del territorio marchigiano, ci portano per mano fra eccellenti interpretazioni dei vitigni locali dai quali si producono vini di chiara espressione del territorio.

 


L’azienda nasce nel 1984 ad Ascoli Piceno, in una fascia di terra che passa da suoli collinari al mare in poche decine di chilometri, su iniziativa di Angela ed Ercole Velenosi che iniziano a reimpiantare vigneti sui terreni di famiglia. In pochi anni la loro passione ed il loro impegno nella valorizzazione del territorio li porta ai vertici qualitativi nella produzione di vini marchigiani, in particolare per i rossi incentrati su sangiovese e montepulciano che caratterizzano la DOC Rosso Piceno.Azienda Velenosi
Col tempo arrivano i riconoscimenti nazionali ed internazionali ed il successo consente loro varie acquisizioni di nuovi vigneti, fino ad arrivare agli attuali 105 ettari di proprietà (con inclusione di terreni calcarei particolarmente adatti alla coltivazioni di vitigni autoctoni a bacca bianca come pecorino e passerina, oltre ad interessanti “esperimenti” di spumantizzazione di uve chardonnay e pinot nero) oltre a 45 ettari in affitto, allargando l’area di produzione anche alla provincia di Ancona con i vitigni verdicchio e lacrima. Ad oggi vengono prodotte annualmente oltre 2 milioni di bottiglie, con un’ampia diffusione a livello nazionale ed esportazioni che raggiungono soprattutto i mercati di Stati Uniti, Canada, Giappone e Francia.


I vini in degustazione in questa piacevole serata sono stati ben 8; si comincia con due dei tre spumanti prodotti dall’azienda - passerina e pinot nero in purezza (mentre il terzo, non presentato, è un blend di pinot nero e chardonnay), per poi salire di intensità e struttura con i vini rossi più celebrati.


Passerina charmat S.A. (100% passerina)

La versione presentata è un metodo charmat “lungo” (dai 90 ai 120 giorni di rifermentazione in autoclave) con successivo affinamento in acciaio. Il vitigno passerina deve il suo nome ai piccoli acini che venivano generalmente mangiati dai passeri e presenta notevoli somiglianze con il trebbiano giallo (tipico del viterbese) ed il pagadebit di romagna. Si presenta di un color giallo paglierino tenue, offrendo al naso un bouquet di note agrumate, uva spina e mollica di pane. In bocca colpisce per la sua freschezza, sorretta da una bollicina delicata e da aromi floreali che lo rendono un piacevole aperitivo, chiude con una scia sapida e pulita.


“The Rose” metodo classico 2008 (100% pinot nero)

Interessante espressione di pinot nero vinificato in rosé con la consulenza enologica del franciacortino Cesare Ferrari. 48 mesi sui lieviti, per una produzione di circa 10.000 bottiglie. Di color rosa tenue, buccia di cipolla, dotato di un perlage fine, abbondante e persistente. Al naso rivela sentori di sottobosco, ribes nero e mirtilli. L’ingresso in bocca è di delicata e crescente potenza, piacevolmente dominato da piccoli frutti rossi su uno sfondo di crosta di pane che si protrae in misura notevole, testimoniandone la lunga permanenza sui lieviti.


I vini degustatiVerdicchio Classico dei Castelli di Jesi DOC “Querciantica” 2012 (100% verdicchio)

Verdicchio in purezza prodotto da uve raccolte leggermente sovra mature e vinificate con processo di criomacerazione. Giallo verdolino, presenta al naso sentori agrumati di lime e pompelmo, note di salvia e di fiori bianchi freschi, con una punta finale lievemente erbacea (sedano, finocchio). In bocca rivela una perfetta corrispondenza gusto-olfattiva, con una struttura alcolica ben bilanciata da una vibrante sapidità (terreni ricchi di potassio) e tipico finale ammandorlato.


Offida DOCG Pecorino “Villa Angela” 2012 (100% pecorino)

Pecorino in purezza da vigneti coltivati con rese molte contenute (circa 70 q/ha) e vinificato con criomacerazione per preservarne i profumi varietali. Giallo paglierino pieno, ricco di sentori che richiamano la frutta gialla matura (pesca, albicocca) ed i fiori di ginestra, ma ben presente è anche la nota iodata che ricorda le correnti d’aria che soffiano dal mare. In bocca si rivela ottimamente equilibrato tra la freschezza iniziale ed un buon corredo di morbidezze, con sentori fruttati e polposi di susina gialla, pesca, nespola; notevole la persistenza che suggerisce nell’insieme una buona capacità di invecchiamento.


Lacrima di Morro d’Alba DOC “Querciantica” 2011 (100% lacrima)

Questa delicatissima uva dalla buccia sottile (che tende naturalmente a spaccarsi, “lacrimando” piccole gocce di succo), tipica delle colline situate sopra Senigallia, viene sottoposta ad una macerazione di 20 giorni sulle bucce e subisce rimontaggi in vasca chiusa, per salvaguardarne i suadenti profumi. Naturalmente ricca di acidità, viene sottoposta ad una breve fermentazione malolattica. Di color rubino, con riflessi purpurei, al naso è un trionfo di fiori rossi (geranio, rosa appassita, viola) e spezie esotiche (cardamomo, coriandolo, karkadé), con una punta ematica. In bocca rivela un discreto tannino, non invadente, e rinfrescanti note di liquirizia. Consigliatissimo l’abbinamento locale con il brodetto all’anconetana o con un cremoso ciauscolo.


Rosso Piceno Superiore DOC “Brecciarolo” 2010 (70% montepulciano, 30% sangiovese)

Questo vino dal colore rubino brillante, che matura dai 12 ai 15 mesi in barriques di secondo passaggio, è il prodotto più venduto dell’azienda, con le sue 400mila bottiglie annue. Il naso è il fedele specchio del vitigno prevalente: prugna e ciliegia rossa matura, note di tabacco essiccato e pepe nero. In bocca denota una componente tannica ben gestita, che non copre il fruttato già avvertito al naso e rimanda nuovamente alle spezie.


La salaRosso Piceno Superiore DOC “Roggio del Filare” 2009 (70% montepulciano, 30% sangiovese)

Rappresenta il vino più importante dell’azienda, frutto di selezioni dai migliori vigneti (trentennali) con rese nell’ordine dei 60 q/ha ed affinamento in barriques di primo passaggio per 18/24 mesi. Il nome si rifà ad un madrigale del Pascoli che descrive le sfumature della luce di un raggio di sole che colpisce un grappolo d’uva. Di color rosso rubino intenso, al naso è un ventaglio di frutti neri in confettura (prugna, ciliegia, mirtillo), poi emerge la viola appassita ed ancora il pepe nero. L’ingresso in bocca è potente e voluminoso, pur conservando una grande eleganza; il tannino è fitto e ben integrato, la speziatura domina un finale lunghissimo e chiama a gran voce l’abbinamento con carni rosse e formaggi stagionati.


Offida Rosso DOC “Ludi” 2009 (montepulciano, cabernet sauvignon, merlot, syrah)

Vino creato nel 1987 con blend di montepulciano e vitigni internazionali a quel tempo poco diffusi nel territorio marchigiano e ritenuto dalla critica una vera “pazzia”. L’etichetta, che gioca proprio su questo concetto, rappresenta la danza di 4 corpi senza testa fra loro intrecciati, a simboleggiare il matrimonio di 4 vitigni, frutto di un’unione istintiva e della totale assenza di razionalità. 18 mesi in barriques e macerazione di 25 giorni sulle bucce. Di color rosso rubino, con decisi riflessi granato. Il naso offre nuovamente i frutti neri in confettura e la speziatura, ma rispetto ai due rossi precedenti qui emerge la nota balsamica del merlot. In bocca il vino è morbido, di grande struttura, con tannino e spezie in evidenza, mai sgradevoli. Esperimento riuscito: da riprovare con qualche anno in più di bottiglia.


Ripassando l'assaggio, per quel poco che ne è rimasto nel bicchiere, dei vini incontrati questa sera, cerco di carpire il segreto (se così si può definire) di questa bella azienda, saldamente affermatasi a livello nazionale ed internazionale; mi colpiscono la semplicità e la facilità con cui questi prodotti comunicano il territorio ed i vitigni impiegati.  Si tratta di vini schietti, comunicativi, fruibili: è assai facile divenirne rapidamente “amici”, esperienza che potrete vivere con maggior forza visitando le terre marchigiane e le persone che fanno grande la famiglia Velenosi.