Racconti dal Nuovo Mondo. La Napa Valley secondo Charlie Arturaola


Racconti dal Nuovo Mondo. La Napa Valley secondo Charlie ArturaolaPer l’edizione 2020 di Enozioni a Milano siamo andati alla scoperta di uno dei più affascinanti territori vinicoli del Nuovo Mondo, la Napa Valley. Conduttore del seminario della giornata è una new entry nel ricco panorama dei Relatori di Enozioni, Charlie Arturaola, una delle tre personalità del mondo del vino alle quali è stato assegnato il Premio Enozioni a Milano 2020

Considerato uno dei personaggi più influenti della comunicazione del vino d’oltreoceano, Arturaola è stato insignito nel 2012 del premio International Wine & Spirit Competition Comunicator Award. Lo stile narrativo di Charlie è istrionico e poliedrico. Parafrasando i Monthy Pyton, potremmo dire: «E ora qualcosa di completamente diverso». Il seminario scorre con grande piacevolezza, tra racconti di partite a bocce, aneddoti, personaggi, celebrities e nientemeno che una lotteria riservata ai partecipanti. A fine seminario Charlie, prima di salutare il pubblico, dice: «guardate sotto la vostra sedia, potreste avere un numero e avere vinto un premio!».

Ma riprendiamo dall’inizio. In un perfetto italiano Arturaola introduce la storia del territorio di cui si è festeggiato nel 2019 il settantacinquesimo anno di attività vitivinicola. Qui troviamo un modo di fare il vino che ricorda la tradizione italiana. La Napa Valley è circoscritta da due montagne, Vaca Mountanins a est e Mayacamas Mountains a ovest, per una lunghezza di soli 49 km. “Napa” in lingua Wappo significa “terra dell’abbondanza”. E l’abbondanza è in questo caso data dai diversi microclimi che coesistono nel territorio.


Il relatoreNapa Valley è soprattutto una regione di incomparabile bellezza naturale. Qui si produce solo il 4% del volume di vino dell’intera California e quasi tutte le cantine sono a conduzione familiare. Le consolidate pratiche viticole della regione comportano basse rese di uva e alta qualità. La Napa Valley è stata riconosciuta come AVA (American Viticolture Area) nel 1981. La viticoltura della regione si basa perlopiù su vitigni internazionali. Tra le varietà a bacca bianca troviamo chardonnay, sauvignon blanc, chenin blanc, riesling, sémillon e gewürztraminer, mentre per quanto riguarda le uve a bacca rosa abbiamo cabernet sauvignon, pinot nero, merlot, zinfandel, cabernet franc e petite sirah.

Andiamo senza indugi a farne la scoperta! Ecco i nove calici in degustazione.

Sauvignon Blanc Lillie 2017 - Larkmead Vineyards

Etichetta dedicata alla memoria di Lillie Hitchcock Coit, donna anticonformista divenuta simbolo di San Francisco: fu la prima donna membro onorario dei Vigili del Fuoco. Apertura vegetale e al contempo floreale, che vira poi su un ricordo di lime. Importante la sensazione pseudocalorica data dall’alcol. Un vino non particolarmente complesso, giocato su sensazioni lineari. Chiusura decisamente minerale, su sentori che rimandano alla roccia.


La locandinaChardonnay 2017 - Rombauer Vineyards

Colore tenue, al naso pesca gialla, mango e una leggera nota agrumata. Ben percepibile una punta di vaniglia, a testimonianza del passaggio in barrique. Ricco e rotondo all’assaggio, con quelle note di opulenza e burrosità che riportano inconfondibilmente al varietale.

Nickel & Nickel Merlot 2016 - Harris Vineyard

La reputazione del merlot negli USA, ricorda lo stesso Charlie, ha avuto un sensibile calo negli anni successivi all’uscita del film «Sideways, in viaggio con Jack», dove in una famosa battuta il protagonista, Paul Giamatti, bistratta questo vitigno. Nel calice oggi troviamo un vino tendenzialmente caratterizzato da note giovanili, con un tannino leggermente astringente, ancora in divenire. Ricordi erbacei, merlot complessivamente atipico, meno rotondo di quanto ci si potrebbe aspettare.

Petite Sirah 2016 - Stags Leap Winery

La Cenerentola della carta dei vini americana! Uva durif, un ibrido che la fillossera non ha potuto attaccare. Nulla a che vedere con l’uva syrah che ben conosciamo in Europa. Prodotto vicino alla Vaca Mountains, in piena zona vulcanica. Molto fine, sottile, con note che rimandano al cassis e alla polvere di cioccolato. Al palato la sensazione è morbida, setosa, con tannini vellutati e un finale lungo e che invoglia la beva. 

Cabernet Sauvignon 2016 - Louis M. Martini Winery

Frutto scuro, avvolgente, che conferisce una sensazione di notevole pienezza. Un vino didattico che ben rappresenta il gusto d’oltreoceano. Il passaggio in legno dona una marcata dolcezza che vira su cioccolato dolce e caramello.

Cabernet Sauvignon 2017 – Oberon by Mondavi Estates

Rispetto al precedente cabernet sauvignon, questo risulta declinato maggiormente sull’esuberanza. Nell’insieme di più semplice beva, si gioca su un frutto rosso giovane e su note speziate di vaniglia e cardamomo. In bocca grande pulizia, con una freschezza vibrante e un tannino ancora esuberante.


I viniZinfandel 2015 - Frank Family

Da vigne vecchie di circa cento anni. «Un vino invernale», esordisce Arturaola, «che si beve volentieri quando fuori fa freddo». Aperura olfattiva ricca, caratterizzata da un frutto nero maturo. Avvertiamo mora, amarena e un tocco di pepe. I tannini sono fini, vellutati, ben bilanciati da una spinta di freschezza. Finale persistente.

Cellar 1879 Blend 2015 - Markham Vineyards
51% merlot, 16% petite sirah, 11% syrah, 11% zinfandel, 11% cabernet sauvignon

Molto complesso, con note nette di cassis, marasca e cioccolato, buccia di arancia e chiusura speziata di pepe bianco e rosso. Tannini importanti, presenti ma perfettamente integrati. Beva avvolgente, importante, con una nota alcolica ben presente ma perfettamente equilibrata da una struttura imponente.

Knockout 2016- JCB (Jean-Charles Boisset)
cabernet sauvignon, petit sirah

Letteralmente da knockout! Intenso, ricco e di grande impatto. All’olfatto prorompente apertura di liquerizia e composta di prugna. Speziato e intenso nel calice grazie al contributo del petit sirah, mentre il cabernet sauvignon aggiunge finezza e grazia.