Lombardia. Perla del Metodo Classico - Seconda parte


Lombardia. Perla del Metodo Classico - Seconda parteContinua il racconto dell’incontro prenatalizio della rassegna Annessi e Connessi dedicato alle bollicine lombarde. Questa volta ci spostiamo a levante, al confine con il Veneto, insieme alle puntuali spiegazioni di Artur Vaso.

Nel nostro viaggio a spasso per la Lombardia alla scoperta degli spumanti presenti in questa regione (vedi qui la prima parte), approdiamo al lago di Garda formatosi 5-6 milioni di anni fa dalla deriva di materiali, rocce, ciottoli, ghiaia e sabbia, portati verso sud da un ghiacciaio, poi sciolto. Da qui sono nate le colline Moreniche, abitate tra il sesto e l’ottavo secolo da popolazioni germaniche, sul lato lombardo. La storia ci tramanda un vino famoso a Roma nel ‘500, un vino gagliardo e severo, ottenuto da viti generose, un vino regale: il Lugana.

Nei primi del ‘900 nasce anche il filone spumantistico con la Cantina Sociale di Desenzano del Garda, che etichetta nel 1908 il suo primo vino. Lugana è la prima DOC riconosciuta in Lombardia nel 1967, ma il suo territorio comprende anche Peschiera del Garda (VR) e quindi estende le sue propaggini anche in Veneto, trovando la sua collocazione geografica nella zona a sud del lago di Garda. Il clima è ideale, mitigato dal lago e dai venti che spirano, soprattutto l’Ora e il Peler.

Il vitigno turbiana, con il quale viene prodotto il Lugana, oramai definito autoctono, è poco produttivo, ha una maturazione tardiva e si presenta neutro e poco aromatico. In bottiglia richiede anni per maturare e dona nel tempo dei sentori leggermente minerali. Viene coltivato sulle sponde del lago sia su terreni pianeggianti - a Desenzano e Peschiera del Garda - che su quelli collinari verso San Martino della Battaglia.


VeronelliLe denominazioni che si producono sotto la DOC sono: Lugana, Superiore, Riserva, vendemmia tardiva e Spumante ottenuto sia con Metodo Classico sia Charmat. Luigi Veronelli fu un grande estimatore del Lugana tanto che famosa è la sua frase:

Bevi il tuo Lugana giovane, giovanissimo e godrai della sua freschezza.

Bevilo di due o tre anni e ne godrai la completezza.

Bevilo decenne, sarai stupefatto della composta autorevolezza.

Come gli altri due relatori che lo hanno preceduto, anche Artur Vaso propone un vino della zona in degustazione.

Lugana DOC Metodo Classico Brut Hirundo 2017 dell’azienda Selva Capuzza, realtà sita a 4 km a sud del lago di Garda, vicino a San Martino della Battaglia. La prima annata di questo vino risale al 1908 e rappresenta l’azienda nel tempo. Ottenuto con il 100% di turbiana del vigneto Selva e Menasasso, solo acciaio e affinamento almeno per 30 mesi. Al naso note eleganti e taglienti, poi arrivano i fiori e i sentori balsamici. Molto piacevole e sapido con note fumé in chiusura.

Facciamo ora un giro antiorario del lago di Garda e partiamo dalla DOCG Bardolino Superiore e DOC Bardolino, ottenute con vitigni corvina, corvinone, molinara e rondinella. Più a sud troviamo il Bianco di Custoza DOC ottenuto con bianca fernanda (clone locale del cortese), garganega, trebbiano toscano e trebbianello. Arrivando nel territorio di Solferino abbiamo il Garda Colli Mantovani DOC che comprende rossi con menzione di vitigno, bianchi e rosati, i cui vitigni sono: cabernet, chardonnay, garganega, merlot, rondinella, trebbiano toscano, trebbiano di Soave e trebbiano giallo. Salendo verso Desenzano del Garda incontriamo la DOC Lugana di cui abbiamo già parlato, e la DOC San Martino della Battaglia prodotto con almeno l’80% di friulano. Risalendo il lago verso Salò abbiamo l’ultima DOC Riviera del Garda Classico con barbera, groppello, marzemino, riesling e sangiovese. Il disciplinare di quest’ultima è stato modificato il 7 febbraio del 2017 e menziona tali tipologie: bianco, rosso anche Superiore, groppello, chiaretto, spumante rosé. Esiste anche la sottozona Valtènesi DOC con le stesse tipologie precedenti.


Artur VasoIl secondo vino che Artur ci propone viene prodotto dalla famiglia Olivini, vignaioli dal 1970. Garda DOC Spumante Metodo Classico Brut Rosè 2017, sboccatura 2020, ottenuto con 4 vitigni: groppello, barbera, sangiovese e marzemino. Tutta la produzione in acciaio regala un naso floreale, piccola frutta rossa e un leggero sottobosco. La bocca è fresca e gentile; cremoso e delicato con un pizzico di astringenza nel finale.

Oramai tutti conoscono l’esuberanza di Luisito Perazzo che, dopo tre ore di video diretta insieme agli altri due colleghi Nicola e Artur, ha ancora qualcosa da dire, soprattutto per poter degustare ancora qualcosa di altri territori lombardi vocati alla produzione del Metodo Classico. Ci propone così il Nautilus CruStorico 2014, della Agricola Vallecamonica, affinato per 48 mesi in acqua dolce, sui fondali del lago d’Iseo, a 40 metri di profondità. La bottiglia presenta un’etichetta di metallo e sedimenti naturali. Ottenuto solo da uve rosse, il naso ricorda le caramelle e lo zucchero filato. In bocca leggeri ricordi salmastri.

Spostandoci di zona assaggiamo virtualmente il Franciacorta Brut Riserva DOCG Vittorio Moretti La Traviata di Bellavista, ottenuto con uve chardonnay e pinot nero, 9 anni sui lieviti, prima annata con l’uso del tappo di sughero anche per il tiraggio. Naso integro e grande presenza in bocca, vino pietra miliare per la Franciacorta. Rimanendo in queste terre, e più precisamente a Monticelli Brusati, incontriamo l’azienda Il Pendio, per un vino prodotto solo nella vendemmia 2006, La Selossata Brut Nature, ottenuto da uve chardonnay riposte in 4 barrique, dimenticate scolme per 9 anni. Nel 2015 è stato eseguito il tiraggio e la prima sboccatura di 270 bottiglie a giugno 2019. Al naso si presenta con sentori di cedro candito e ricordi affumicati. Colore vivido quasi dorato, susina gialla, gomma da masticare. Gessoso e salino, con miele mille fiori. In bocca pesca sciroppata e agrumi. Avvolgente, alcolico, con un finale asciutto, integro e preciso.

Si conclude una grande degustazione, guidata da tre campioni. Una serata che ha visto moltissime persone collegate da remoto fino a tarda notte, per assistere all’evento prenatalizio di AIS Lombardia. Un momento di aggregazione in un periodo difficile che ci vede tutti distanti, ma uniti.