Alla scoperta del Montepulciano (non solo d’Abruzzo)


Alla scoperta del Montepulciano (non solo d’Abruzzo)Il montepulciano è il protagonista di questo incontro della rassegna “Il Ritrovino”. Luisito Perazzo ci ha guidati con entusiasmo, professionalità e passione alla scoperta delle varie espressioni di questo vitigno, prevalentemente, ma non soltanto, abruzzese.

Il vitigno montepulciano è molto antico. Ovidio, nativo di Sulmona, ne parla per primo nelle Metamorfosi. Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, magnifica il Pretunian, un vino romano probabilmente a base montepulciano. Nel XVI secolo Sante Lancerio, antesignano del moderno sommelier, nella sua classificazione dei vini, cita il vino Montepulciano prodotto nella città toscana di Poliziano, l‘attuale comune di Montepulciano, contribuendo alla ben nota confusione fra i vitigni montepulciano, sangiovese e prugnolo gentile, che perdurerà per lungo tempo.

La storiaMichele Torcia, bibliotecario e archivista napoletano alla corte di Ferdinando IV, nel 1792, traccia le caratteristiche agronomiche del vitigno montepulciano, e del vino che ne deriva, nel Saggio Itinerario Nazionale pel Paese de’ Peligni. Nel 1820 il barone Giuseppe Nicola Durini descrive, in un saggio sui vini d’Abruzzo, un vino a base montepulciano, con caratteristiche simili ai vini francesi della zona di Pauillac. Nel 1853 Panfilo Serafini, nella sua Monografia storica di Sulmona, fa una prima distinzione fra i vitigni sangiovese e montepulciano, chiamando il primo montepulciano primaticcio (cioè che matura prima) e il secondo cordisco. Questa distinzione dà impulso alla ricerca delle zone più vocate per il montepulciano. Dalla Val Peligna, nell’aquilano, caratterizzata da un clima molto freddo e da importanti escursioni termiche, il vitigno si sposta gradualmente verso il mare - nel teramano, nel pescarese e nel chietino - zone più adatte a esprimere al meglio le sue potenzialità. Purtroppo, il Montepulciano, vino ricco di alcool, struttura e tannini, sarà utilizzato, per decenni, solo come vino da taglio. Nel 1875 Giancarlo Moretti dichiara, definitivamente, il montepulciano un vitigno a sé stante, con caratteristiche ben precise.

In Italia gli ettari vitati a montepulciano sono circa 35000. In Abruzzo (17843 ha vitati), il montepulciano rappresenta il 56% della superficie vitata totale e si trova nelle province di Teramo, Pescara, Chieti e L’Aquila. È il re incontrastato della DOCG Colline Teramane (minimo 90%); presente nella DOC Montepulciano d’Abruzzo (minimo 95%), nelle DOC Controguerra (minimo 70%), Ortona (minimo 85%), Villamagna (minimo 95%), Cerasuolo (minimo 85%) e nella recente DOCG Tullum (minimo 95%).

La zona delle Colline Teramane, situata a nord, è la più vocata, anche se contribuisce meno del 15% alla produzione totale regionale. L’equilibrio pedoclimatico è ottimale, il clima è temperato e i vigneti, digradanti verso il Mare Adriatico, sono protetti, a nord, dai Monti della Laga e dal Gran Sasso. I terreni argillosi, ghiaiosi e talvolta sabbiosi, rendono i vini molto ricchi, strutturati e longevi.

La diffusioneNel pescarese si produce un Montepulciano molto elegante e di gran classe, grazie alle brezze marine che accarezzano i vigneti e a un terreno più sabbioso e calcareo.
La zona dell’Aquila, con la Valle Peligna dai suoli calcarei e dolomitici, è quella più fredda in assoluto e contribuisce per il 10% della produzione complessiva. Il vino è fresco e molto serbevole, con sentori di erbe e di fiori al naso e una bocca succosa e vibrante.
La zona di Chieti, a sud, rappresenta i tre quarti della produzione e annovera numerose cantine sociali. I terreni sono ghiaiosi, argillosi e in parte sabbiosi. Il vino ha sentori di frutta matura al naso ed è balsamico e grintoso in bocca.

Nelle Marche (2300 ha) il montepulciano lo troviamo nelle DOC Rosso Conero (minimo 85%), Rosso Piceno (a prevalenza sangiovese) e Offida Rosso (minimo 50%).
Nel Molise (2500 ha) rappresenta il 50%, nelle DOC Biferno e Pentro d’Isernia.
In Umbria sono presenti solo circa 300 ha, nelle DOC Lago di Corbara e Rosso Orvietano.
Nel Lazio si trova nelle DOC Castelli Romani, Velletri, Cerveteri e Tarquinia.
In Puglia la superficie vitata a montepulciano è più del doppio di quella dell’Abruzzo; nelle varie DOC, però, la percentuale di Montepulciano è mantenuta piuttosto bassa. Si trova nel foggiano, nelle DOC Cacc’e Mmitte di Lucera, Orta Nova, Barletta rosso e, nel Salento, nelle DOC Galatina, Copertino e Lizzano.
In Romagna è presente soprattutto nella DOC Colli di Rimini.

Il montepulciano è un vitigno resistente, dotato di grande adattabilità e molto versatile. Infatti, può essere vinificato non solo in rosso, ma anche in rosato, spumantizzato (con metodo Charmat e Metodo Classico) e passito. Produce vini rossi ricchi di tannini e di pigmenti che esprimono, prevalentemente, sentori di frutta rossa al naso e grande concentrazione in bocca.

Vini degustati dal relatore
(tutti montepulciano in purezza)

Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2018 – Valentini
Breve macerazione. Fermentazione e maturazione in botti di rovere di Slavonia da 35 hl per 8–9 mesi.
Colore rosa salmone. Al naso si percepiscono piccoli frutti rossi, lampone e fragolina, note floreali, muschiate, resinose, salmastre e di erbe aromatiche. Al primo impatto la bocca è piena, ricca, morbida e avvolgente. Poi compare una grande sapidità che rende il sorso molto verticale. È un vino che può evolvere per diversi anni.

Montepulciano d’Abruzzo DOC Ottobre Rosso 2018 – Tenuta I Fauri
Macerazione fermentativa con lieviti spontanei per 10–12 giorni in cemento. Affinamento in cemento per 9 mesi.
Colore rubino. Il naso propone note di spezie orientali, di incenso e di sandalo, sentori balsamici e di caffè. In bocca il tannino prevale, fitto e serrato. Sicuramente necessita di più tempo per potersi ammorbidire e arricchire.

La piantaMontepulciano d’Abruzzo DOC 2000 – Emidio Pepe
Fermentazioni spontanee su lieviti indigeni. Affinamento in cemento per 2 anni.
Colore rubino brillante con un’unghia leggermente granato. Al naso esprime note di frutta matura, curry, ginepro, resina, caffè e macchia mediterranea, sentori balsamici e mentolati, un accenno di goudron e di note eteree. Ruotandolo nel bicchiere, le note più cupe fanno spazio a una grande florealità e a sentori minerali di grafite, terrosi e di sottobosco. In bocca è fresco e sapido, con una trama tannica morbida e avvolgente e una persistenza molto lunga, sapida e minerale.

Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Riserva DOCG 2012 – Abbazia di Propezzano
Vigne dai 25 ai 45 anni.
Colore ricco e compatto. Il naso è dolce con note di cioccolato e di frutta rossa. La bocca è morbida e avvolgente, con note di cacao, prugna, mora e spezie dolci. Tannino morbido e buona sapidità.

Marche rosso IGT Regina del bosco 2016 – Fattoria Dezi
Ottenuto da vigne vecchie, presenta un colore molto compatto e violaceo. Il naso esprime sentori di mora, prugna, confettura, noce moscata e frutta secca insieme a note mentolate, balsamiche e di sandalo. In bocca si apprezza una certa dolcezza di frutto; l’alcol si percepisce ma non è scomposto e, soprattutto, è perfettamente bilanciato da un tannino scalpitante, vigoroso e incisivo.

Marche Rosso IGT Erasmo Castelli 2014 – Maria Pia Castelli
Fermentazione a contatto con le bucce in tini di legno di rovere per 20–25 giorni. Fermentazione malolattica in barrique. Affinamento sempre in barrique per 24 mesi.
Colore molto compatto. Il naso, ampio e complesso, propone note selvatiche, ferrose, di salamoia, di tè nero, sottobosco, funghi porcini, tartufo e un leggero goudron. In bocca il tannino detta legge e la persistenza è lunghissima. Vino da abbinamento.

Conero Riserva DOCG Campo San Giorgio 2013 – Umani Ronchi
Fermentazione in acciaio e su lieviti autoctoni per 14–16 giorni. Affinamento in barrique per 12 mesi, poi in botte grande per altri 12 mesi.
Colore rosso rubino meno concentrato del precedente. Al naso si apprezzano note di erbe aromatiche, timo, menta, alloro e maggiorana; seguono sentori di piccoli frutti rossi e di pepe verde. In bocca è molto elegante, avvolgente e morbido, con acidità ben presente e tannino delicato. Persistenza pulita ed elegante.